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7.3  Domande frequenti e casi problematici

7.3.1  Basso consumo di acqua calda

Domanda: Il fabbisogno di acqua calda è notevolmente inferiore a quello standard secondo la SIA 380/1 o è addirittura pari 0, per esempio nelle scuole/asili nido (con tempi di occupazione ridotti) o in parte negli edifici amministrativi. Come sono trattati di principio questi casi nel formulario di verifica?

Risposta: Quando in un edificio della categoria III amministrazione, IV scuole, V negozi, VII locali pubblici, IX industrie oppure X magazzini, il fabbisogno di acqua calda è palesemente di molto inferiore rispetto a quello standard e quindi non è previsto un sistema di distribuzione dell’acqua calda sanitaria (per esempio unicamente piccoli scaldacqua nei locali pulizie delle scuole), l’indice energetico perciò può essere calcolato senza acqua calda.
Il valore standard per il fabbisogno di acqua calda secondo la SIA 380/1 è dedotto dal valore limite per il fabbisogno di energia senza impianto fotovoltaico.

Strumento di verifica: nel foglio «Caratteristiche dell’edificio» > «Edifici» compare la domanda: «Con acqua calda?» alla quale si può rispondere «no» (menu a tendina).

 

7.3.2  CLA per i bollitori a pompa di calore

Domanda: Quale CLA bisogna utilizzare nella verifica per i bollitori a pompa di calore?

Risposta: Lo stesso valore standard previsto per le pompe di calore ad aria monovalenti, ossia per l’acqua calda sanitaria CLA = 2.3.
Possono essere accettati anche chiari calcoli del CLA (incluse le resistenze elettriche) adattati all’oggetto, che ad esempio tengano conto della temperatura effettiva del locale nel quale si trova il bollitore a pompa di calore (bilancio energetico delle zone tampone).

 

7.3.3  Strumento di calcolo WPesti: temperatura acqua calda sanitaria

Domanda: Quale temperatura va inserita nel calcolo del fabbisogno energetico per l’acqua calda sanitaria, in particolare se l’acqua calda è prodotta tramite una pompa di calore (per esempio nello strumento di calcolo WPesti)?

Risposta: Per tutte le categorie d’edificio, la temperatura dell’acqua calda è da impostare conformemente a quanto stabilito dalla SIA 385/1:2020, Art. 5.7.2.2 e deve essere inserita una temperatura di almeno 55°C.

Strumento di verifica: inserti il tasso di copertura e i coefficienti di lavoro annuo (CLA) per il corrispondente generatore di calore.

 

7.3.4  Strumento di calcolo WPesti: quota parte riscaldamento elettrico

Domanda: Dal calcolo del coefficiente di lavoro annuo (bivalente) con WPesti risulta un valore per la quota parte di riscaldamento elettrico pari all’8%. Questo è permesso per la certificazione Minergie?

Risposta: È richiesta una copertura del 100 % del carico termico di dimensionamento tramite pompa di calore o in aggiunta, un secondo generatore di calore.
È tollerato un riscaldamento elettrico supplementare per un apporto massimo del 4 %.

Strumento di verifica: In corrispondenza della produzione di calore (A, B, C o D), selezionare la pompa di calore appropriata nel menu a tendina, il CLA e il tasso di copertura. Selezionare il secondo generatore di calore con "elettrico diretto" e inserire il tasso di copertura.

 

7.3.5  Differenza tra il fabbisogno di acqua calda SIA e il valore di dimensionamento

Domanda: In particolare nelle case monofamiliari con una grande AE, può sussistere una differenza tra il fabbisogno d’acqua calda calcolato utilizzando i valori standard secondo la SIA 380/1 e il calcolo eseguito con dati di progetto (per esempio tramite «Polysun»). Nel caso d’impianti solari termici, ciò può portare a differenze nel tasso di copertura solare. Quale tasso di copertura va utilizzato nella verifica Minergie?

Risposta: Nel formulario Minergie, l’apporto solare (tasso di copertura) deve essere calcolato utilizzando i valori standard di consumo d’acqua calda, stabiliti dalla norma SIA 380/1 per le rispettive categorie d’edificio.

 

7.3.6  Stufe a legna e tassi di copertura

Domanda: Come devono o possono essere prese in considerazione le stufe a legna nella verifica Minergie? Quali sono i tassi di copertura massimi permessi?

Risposta: Le stufe a legna possono essere prese in considerazione nel formulario di verifica Minergie unicamente se è previsto che coprano una parte del fabbisogno termico dell’edificio, cioè qualora la potenza di tutti gli altri generatori di calore impiegati non coprisse la totalità del fabbisogno termico (secondo SIA 384.201).

Per le stufe a legna che sono impiegate come fonte di riscaldamento secondaria, i Centri di certificazione possono accettare un tasso di copertura massimo dal 5 al 10 %, questo per motivi di comfort. Gli utenti devono infatti in questo caso poter decidere quale sistema di riscaldamento utilizzare. Non è possibile utilizzare un tasso di copertura più alto.

Requisiti della stufa:

Quando una stufa a legna è un elemento indispensabile dell’impianto di riscaldamento, di principio per il suo utilizzo e il suo funzionamento valgono le prescrizioni, le norme e le direttive attualmente in vigore. Per rispettare lo standard Minergie, devono inoltre essere osservati i seguenti criteri:

  • durante il funzionamento della stufa, in ogni locale deve essere raggiunta una temperatura minima di 20°C (o, in accordo con il committente, una temperatura più elevata);
  • le elevate esigenze di comfort richieste dallo standard Minergie, presuppongono che il soggiorno (o un altro locale che ospita la stufa a legna) non si surriscaldi. Di conseguenza, le stufe a legna economiche (per esempio caminetti o stufe svedesi) possono essere utilizzate unicamente come riscaldamenti secondari.
  • l’apporto d’aria comburente deve essere garantito. L’aria deve confluire direttamente nella camera di combustione;
  • la condotta dell’aria comburente deve essere dotata di una serranda con chiusura ermetica, possibilmente in prossimità dell’involucro termico così da minimizzare le perdite termiche. Per evitare la formazione di condensa, la condotta dell’aria comburente deve essere isolata.

Quando si utilizzano stufe a legna, dal lato ventilazione va osservato quanto segue:

  • Esigenze pubblicate nella norma 382/5.

Generalmente la ventilazione meccanica controllata è da regolare in modo tale che le portate volumetriche d’aria d’immissione ed estrazione nell’/dall’edificio siano uguali; in altri termini sono da evitare sia la sovrappressione che la depressione.

Nessun sistema di ventilazione (semplice impianto d’aspirazione d’aria, impianto aspirapolvere centralizzato, ecc.), in particolare l’impiego della cappa d’aspirazione della cucina, deve causare una depressione che andrebbe a interferire con la combustione dell’impianto a legna. Se per le cappe aspiranti a ricircolo questo problema non sussiste, per le cappe d’estrazione dell’aria è invece raccomandabile prevedere un dispositivo di controllo della pressione. Quest’ultimo è possibile attraverso:

  • il bloccaggio del sistema d’estrazione dell’aria tramite un interruttore di contatto sulla finestra;
  • un dispositivo per l’apporto supplementare d’aria azionato elettricamente (ad esempio attraverso una finestra);
  • una cappa d’estrazione munita di un dispositivo di controllo della pressione integrato;
  • un dispositivo di controllo della depressione integrato nella stufa.

Quale valore indicativo per il funzionamento di stufe dipendenti dall’aria ambiente, nel locale d’installazione è preso in considerazione un valore massimo di depressione pari a 4 Pa. Per focolari indipendenti dall’aria ambiente, tale valore indicativo è pari a 8 Pa.

 

7.3.7  Teleriscaldamento e distribuzione di calore di prossimità

Domanda: Quali sono i fattori di ponderazione per il teleriscaldamento?
In che modo si differenzia il teleriscaldamento da una distribuzione di calore di prossimità?

Risposta: Con il termine teleriscaldamento si intende la fornitura di calore all’utente finale tramite contatori calibrati e a tariffe preventivamente fissate. La rete di teleriscaldamento è di proprietà di terzi ed è inserita nel Piano energetico comunale.
Il fattore di ponderazione dipende dalla percentuale di quota di produzione totale di calore non rinnovabile del fornitore. Con la richiesta dovrà essere fornita una dichiarazione dei fornitori relativa alla quota parte di energia non rinnovabile.

Fornitura di calore in comune (sistema riscaldamento di prossimità/ centrale termica di quartiere):

L'impianto di produzione di calore approvvigiona un edificio o un complesso di edifici. La fatturazione del consumo di calore è basata sul consumo effettivo e sui costi annuali per il riscaldamento (CISR).
L'impianto di produzione di calore approvvigiona solo una determinata zona, con un numero di utenti definito come ad esempio gruppi di edifici, centri commerciali, edifici del terziario, centri espositivi, capannoni industriali, edifici scolastici o un quartiere.
In questo caso il fattore di ponderazione per il calore è calcolato in funzione del sistema di approvvigionamento di calore effettivamente installato o pianificato. Nel calcolo del rendimento sono da considerare le perdite di distribuzione. I fabbisogni di energia per le pompe sono da includere nel calcolo fino alla consegna all’utente finale.
Il fattore di ponderazione definito è lo stesso per tutti gli utilizzatori.

Domanda: come viene effettuata la definizione della percentuale di energia fossile di un sistema di teleriscaldamento?

Risposta: il richiedente deve richiedere la verifica al gestore della rete di teleriscaldamento. Il Centro di certificazione può anche effettuare delle verifiche indipendenti in caso di necessità. La quota parte di energia fossile media degli ultimi 3 anni non può superare la percentuale massima consentita.

 

7.3.8  Calore residuo da impianti di incenerimento rifiuti urbani IIRU (marzo 2017)

Domanda: Il calore residuo da un IIRU può essere utilizzato?

Risposta: Il calore residuo può essere incluso nell’indice Minergie come il teleriscaldamento (vedi Tabella 21 e Tabella 22).

 

7.3.9  Quota massima di energia fossile (2023)

Domanda: Come viene calcolata la percentuale massima ammissibile (%) di combustibili fossili (per nuovi edifici il 10 % per la copertura di picchi di carico a partire da 80 kW di potenza termica, risp. il 35 % per cogenerazione a scopo termico)? 

Risposta: L’esigenza riguardante la percentuale di calore da fonti fossili ammissibile (10 % risp. 35 %) si riferisce al fabbisogno termico massimo permesso per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria dell’edificio considerato. Questo fabbisogno di calore risulta dal valore limite sul fabbisogno termico per il riscaldamento (Qh,eff) più il valore standard per il fabbisogno di acqua calda (Qww). 

Requisito: Q fossile,max = F tipo di calore * Q h,eff + F tipo di calore * Q WW

FTipo di calore : 0.1 con carico di picco fossile; 0.35 per impianti di cogenerazione

Il valore di progetto si riferisce al fabbisogno termico effettivo (Qh,eff) e al valore standard per il fabbisogno di acqua calda (Qww), ognuno moltiplicato per il grado di copertura (GC) e la parte di energia fossile (PF) del produttore di calore previsto.

Valore di progetto: Q fossile,eff = Q h,eff * GC riscaldamento *PF riscaldamento + Q WW * GC WW * PF WW

Il valore di progetto in valore assoluto non può essere superiore al requisito in valo-re assoluto.

Q fossile,eff < Q fossile,max

Esempio di copertura del picco di carico:

Calcolo del requisito: dal calcolo del fabbisogno termico effettivo di riscaldamento per un edificio residenziale esempio risulta Qh,eff = 27.8 kWh/(m2a) con un carico termico complessivo di 90 kW (4'500 m2 AE, Ph,eff = 20 W/m2). Il valore (standard) per il fabbisogno di acqua calda secondo la SIA 380/1 è pari a QWW = 20.8 kWh/(m2a). Il 10 % di percentuale massima ammissibile di energia fossile risulta quindi da: 

Q fossile,max = 0,1 * 27,8 + 0,1 * 20,8 = 4,9 kWh/(m 2 a)

Calcolo del valore di progetto: L’edificio è provvisto di un riscaldamento a gas che copre il 52 % del fabbisogno termico di riscaldamento Qh,eff e il 20 % del fabbisogno per l’acqua calda QWW. Il resto viene coperto da un importante impianto solare termico. La quota parte del fabbisogno termico coperto mediante il vettore energetico fossile (gas = 100 % fossile) ammonta quindi a:

Q fossile,eff = 27,8 * 0,52 * 1 + 20,8 * 0,2 * 1 = 18,6 kWh/(m 2 a)

Valutazione: La quota parte effettiva di energia fossile (18.6 kWh/(m2a)) è superiore al valore massimo consentito (4.9 kWh/(m2a)). Il requisito non è di conseguenza rispettato. Nel caso specifico, infatti, la quota parte del 10 % ammissibile è pari a 4.9 kWh/(m2a), mentre abbiamo 18.6 kWh/(m2a) che rappresentano il 38 % di energia fossile.

 

7.3.10 Riscaldamento di grondaie (gennaio 2018)

Domanda: Il consumo energetico per il riscaldamento di grondaie deve essere computato nella verifica Minergie?

Risposta: Sì. I riscaldamenti di grondaie sono parte dell’edificio e devono di conseguenza essere computati. Essi rientrano nella categoria «nastri riscaldanti elettrici a scopo antigelo». Le condizioni quadro e calcolo sono le stesse come per i cavi riscaldanti elettrici.

 

7.3.11 Riscaldamento di rampe (gennaio 2018)

Domanda: Il consumo energetico per il riscaldamento di rampe deve essere computato nella verifica Minergie?

Risposta: I riscaldamenti di rampe non devono essere considerati/computati nella verifica, considerato che si trovano all’esterno dell’edificio.

 

7.3.12 Focolari a bioetanolo (dicembre 2020)

Domanda: I focolari a bioetanolo possono essere utilizzati negli edifici Minergie?

Risposta: I focolari a (bio-)etanolo possono essere utilizzati per il riscaldamento degli ambienti nella verifica Minergie solo se lo scarico dei fumi è garantito da un sistema di evacuazione dedicato (camino). Poiché la ventilazione meccanica controllata non può assumere tale funzione, Minergie raccomanda generalmente di non utilizzare sistemi di combustione a (bio)etanolo. Ulteriori informazioni sono disponibili nella presa di posizione «Stufe a bioetanolo» del 2010.

 

7.3.13 Scalda salviette (dicembre 2020)

Domanda: Si possono utilizzare scalda salviette elettrici e come devono essere inclusi?

Risposta: Il computo per Minergie è basato sulla EN-103 capitolo 3.2. 

 

7.3.14 Calcolo dell’energia di raffreddamento in edifici d’abitazione

Domanda: È consentito raffreddare l'edificio e come deve essere calcolata l'energia per il raffreddamento?

Risposta: In linea di principio, il fabbisogno di energia per raffreddamento/climatizzazione deve essere incluso nel bilancio energetico. Ciò avviene tramite una verifica o una simulazione. Un'eccezione è rappresentata da sistemi con una capacità di raffreddamento inferiore a 12 W/m2, come ad esempio nel caso di una pompa di calore reversibile. In questo caso, un consumo standard di 1 kWh/m2 ponderato è incluso nell'indice Minergie.

 

7.3.15 Riscaldamento ad aria (gennaio 2026)

Domanda: La distribuzione del calore tramite riscaldamento ad aria è limitata?

Risposta: Sì, il riscaldamento ad aria è consentito fino a una potenza specifica di riscaldamento di 10 W/m2AE.